mercoledì 1 dicembre 2010

L'OSSERVATORIO IN RETROMARCIA

Il Comitato di Analisi per la Sicurezza delle Manifestazioni Sportive, con la pronuncia in tele-lavoro del 26 novembre, ha revocato la misura organizzativa precedentemente adottata prevedendo così che i tagliandi per lo stadio Olimpico potranno essere acquistati da chiunque, per settori diversi da quello "ospite"

Insomma, l'idea di "rompere i coglioni" anche a più livelli (soprattutto a livello istituzionale) per via delle decisioni dell'Osservatorio, pare che paghi... Per la cronaca molte mail sono già partite in questi giorni da Roma... Nei prossimi giorni pubblicherò tutti i ragguagli per l'iniziativa!

OMICIDIO VOLONTARIO PER SPACCAROTELLA




Nel video, la Fattori durante Padova-Frosinone. Fonte: AGI

Firenze, 1 dic - L'agente Luigi Spaccarotella e' stato condannato a 9 anni e 4 mesi di reclusione per omicidio volontario, quello di Gabriele Sandri. La sentenza e' stata emessa dopo 3 ore di camera di consiglio da parte della corte di Assise d'appello di Firenze. In primo grado l'agente era stato condannato per omicidio colposo a 6 anni. La corte, presieduta da Emilio Gironi, ha applicato la riduzione di un terzo della pena in virtu' del rito abbreviato e delle attenuanti gia' concesse. Spaccarotella e' stato anche interdetto in perpetuo dai pubblici uffici, eccetto la potesta' genitoriale.
L'avvocato difensore, Federico Bagattini, ha annunciato che fara' ricorso alla corte di Cassazione. "Com'e' andata in primo grado lo sapete, oggi e' andata peggio. Faremo ricorso in Cassazione", ha commentato Bagattini dopo la sentenza di appello
IL FRATELLO, "E' STATA RISTABILITA UNA GIUSTIZIA GIUSTA"
"Con questa sentenza e' stata ristabilita una giustizia giusta". Cosi' Cristiano Sandri, fratello di Gabriele, ha commentato a caldo la sentenza. "Questa sentenza rappresenta un atto dovuto da parte della magistratura nei confronti di un atto sbagliato da parte di questa persona. Luigi Spaccarotella ha sbagliato con la volonta' di farlo, ha fatto un atto essendo consapevole di quello che faceva" ha detto il difensore della famiglia Sandri, avvocato Michele Monaco. "La magistratura - ha aggiunto - ha dato una giusta sentenza che cerca di rimettere in linea le forze dell'ordine rispetto a quelli che sono i comportamenti dovuti rispetto a eventi di questo tipo". Secondo l'avvocato Monaco, Spaccarotella ha sbagliato, ma soprattutto "l'errore lo hanno fatto i suoi capi. L'errore secondo me lo ha fatto il questore di Arezzo che ha sbagliato quel giorno: invece di dire che erano stati sparati due colpi in aria, avrebbe dovuto portare Spaccarotella a Roma a piangere davanti alla madre del povero Gabriele".
ALEMANNO, "SENTENZA DOLOROSA MA GIUSTA"
"La decisione della Corte d'Assise d'Appello di Firenze di riconoscere il reato di omicidio volontario per la morte di Gabriele Sandri e' una sentenza dolorosa ma che rende giustizia alla famiglia e a tutti coloro che confidano nella legge". Lo ha detto il sindaco di Roma Gianni Alemanno. "Oggi cambia qualcosa in profondita' nel rapporto che c'e' fra i ragazzi che vanno allo stadio e il mondo della giustizia - ha aggiunto - e soprattutto viene sottolineato che a nessuno e' consentito stroncare una vita umana con atti indegni del proprio ruolo".
 
A Spaccarotella è stato riconosciuto l'omicidio volontario, è già qualcosa... Io non canterei vittoria troppo presto: primo, perchè nove anni sono comunque pochi (recentemente in Grecia un poliziotto accusato di aver ucciso un ragazzo di quindici anni è stato condannato all'ergastolo), secondo perchè ho l'impressione che Spaccarotella sia stato in qualche maniera "sacrificato visto il momento"... E' un periodo particolare, ci sono gli studenti in piazza e mezza Italia con una crisi di nervi (l'altra mezza, semplicemente, non si rende conto delle cose come ha sempre fatto...); una sentenza mite verso Spaccarotella significava semplicemente aggiungere veleno al veleno, e magari trovarsi con migliaia di ragazzi che si riversavano nelle piazze desiderosi di vendetta mischiandosi a quelli che nelle piazze ci sono già, con conseguenze immaginabili... Così facendo invece ho la sensazione che lo stato abbia solo voluto prendere tempo in attesa dello svolgersi degli eventi, per poi assolvere definitivamente Spaccarotella in Cassazione o condannarlo definitivamente "se la situazione lo richiedesse" (e chi vuol capire, capisca!). Spero di sbagliarmi, ma temo che la Famiglia Sandri non dovrebbe cantare vittoria troppo presto; anzi tenere gli occhi ben aperti in attesa della Cassazione. Che nel caso dovesse confermare la colpevolezza per omicidio volontario, sarò il primo a cantar vittoria ed abbraccerò volentieri la Famiglia Sandri tutta!

LA PENTOLA A PRESSIONE - secondo atto




Nel primo video, scontri fra studenti e polizia a Roma; negli altri due a Bologna

Il malcontento è sempre più diffuso nell'ormai ex-Belpaese. Gli studenti di tutta Italia continuano a scendere in piazza ed a scontrarsi con la polizia nell'ambito delle proteste sulla Riforma-Gelmini. Per ora li stanno lasciando abbastanza fare, come vediamo nel video degli scontri di Roma (provate voi a prendere a calci e pugni un blindato della Polizia e poi mi dite...): gli agenti si limitano giusto a distribuire qualche manganellata quando la situazione diventa pesante, ma ancora non abbiamo assistito all'esaltazione dell'abuso che invece si è vista in molte altre situazioni. In tutto questo consenso mi tornano alla mente le siniste parole di Cossiga direttamente dall'inferno: "Lasciarli fare. Ritirare le forze di Polizia dalle strade e dalle Università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di Polizia e Carabinieri. Nel senso che le forze dell'ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale...". Temo che Maroni sia in seduta spiritica in questo momento, e se fossi al posto degli studenti starei molto attento... 
Dopodichè non voglio commentare una riforma (la terza in nemmeno dieci anni... anche qui funziona come allo stadio?) di un'università che non ho mai frequentato. Credo sia giusto far passare un messaggio, al di là di tutto: basta con questi quattro vecchi di merda (sono abituato a chiamare le cose col loro nome) che governano il paese! In itaGlia il vecchiume sta ormai cannibalizzando i giovani, ed al di la di quello che si pensi della riforma universitaria in atto, questi studenti non hanno comunque futuro (tranne forse i figli di papà vestiti di stracci che temo monopolizzino il movimento) in un paese come questo! E soprattutto basta con una classe politica inadeguata, che non ha nemmeno un decimo delle capacità dei loro colleghi della Prima Repubblica (pensate che siano rimasti al potere quarant'anni per niente?). 
Un cambiamento sarebbe quanto mai necessario, per metterlo in atto è necessario prima di tutto darci un taglio con i vecchi schemi destra-sinistra che da sempre sono sulla bocca e sui pregiudizi degli italioti. A chi comanda, un popolo diviso in destra-sinistra (ma anche in Nord-Sud) fa molto comodo, e se gli studenti capiranno questo piccolo ma fondamentale passaggio e lo applicheranno, ci sarà da ridere... 

COME COMBATTONO I DIVIETI IN ARGENTINA...




Nel video e nella foto, il pestaggio da parte della polizia subito da un Barra dell'Union Santa Fè. Notizia presa da Vamo' lo' pibe'

In Argentina la violenza calcistica, molto più che in Italia e nel resto d'Europa, è un'autentica piaga sociale. Le Barras Bravas, i gruppi ultras locali, hanno un potere ed un'organizzazione molto diversa dagli Ultras, sono più sul livello di "mafia" locale, e non è esagerato parlare di commistioni fra tifoserie e delinquenza locale... Per questo motivo nel 2007 l'AFA decise delle misure straordinarie per combattere il tifo violento; peccato che parliamo dell'Argentina, il paese più italiano del Sudamerica... potete aspettarvi che qualcosa funzioni per il verso giusto? La risposta sta in provvedimenti come il "Derecho de admision", il corrispondente del nostro Daspo, che dovrebbe tenere fuori i violenti dagli stadi, ma che in realtà spesso viene deciso a tavolino fra la polizia locale e membri di una frangia della Barra che vogliono far fuori la frangia rivale per il controllo degli spalti (cosa che "frutta" parecchio, non solo per la gestione dei biglietti ma anche per traffici di droga ed altro genere....); o come il divieto delle trasferte che dal 2007 colpisce tutti i tifosi delle serie minori, esclusa la serie A (dove sono i club più importanti e con le tifoserie più violente: Boca e River! Sarà un caso?). Ovviamente fatta la legge, trovato l'inganno: una delle tifoserie più importanti, quella del Rosario Central, per aggirare il divieto tende ad accreditare i suoi fans più accesi come giornalisti o, ancora meglio (perchè più semplice da fare) come "Medio Partidario" (letteralmente "Mezzo Privilegiato"). Cosa significa Medio Partidario? Semplicemente, che per essere riconosciuti come tali basta aprire a proprio nome un sito o un blog sul Rosario Central (in Italia con una legge così mi farei tutte le trasferte)!
Ecco quindi che nella trasferta di Santa Fè il club è riuscito ad ottenere 90 accrediti per giornalisti e medio partidari di vario tipo, ed altri 90 tifosi del Rosario sono riusciti ad entrare ugualmente o spacciandosi per collaboratori, magazzinieri, o semplicemente sottoscrivendo un abbonamento all'Union Santa Fè in settimana!
"giornalisti" del Rosario Central
Le prime tensioni si verificano ai botteghini, quando i tifosi del Rosario sono andati a prendere gli accrediti e si sono trovati i Barra dell'Union ad attenderli con taglierini ed oggettistica varia ed eventuale. Durante la partita gli "accreditati" ed i "giornalisti" del Rosario erano tutti insieme in un angolo della tribuna ed al gol del pareggio di Figueroa in pieno recupero (quello che Favero aveva comprato per il Genoa quando lavorava, o avrebbe dovuto lavorare, per il Padova) iniziano a sfottere e fare gestacci verso la tribuna. Ovviamente la Barra dell'Union non ci sta ed inizia una sassaiola verso il settore dei "giornalisti" del Rosario che provoca quattro feriti fra la polizia fra cui il Commissario Sanchez della Polizia di Santa Fè che finisce a terra privo di sensi. 
Al fischio finale un giocatore del Rosario Central, Gomez, si abbandona a un gestaccio verso la curva di casa. I Barras dell'Union reagiscono entrando in campo ma vengono immediatamente fermati dalla polizia. In quei frangenti si registra il pestaggio documentato dal video di cui sopra.
E' probabile che ora l'AFA (la Federcalcio argentina) prenda provvedimenti nei confronti del Rosario Central, visto che non è la prima volta che i suoi "giornalisti" ed i suoi "magazzinieri" creano problemi in trasferta.

ACAB